Genderinfo.nl
Attualità

Coming out

Bandiere arcobaleno lungo l'Hofvijver all'Aia durante la Giornata del Coming Out
Foto: OSeveno, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il termine "coming out" proviene dal movimento per l'emancipazione omosessuale e indica il rendere pubblica una caratteristica immutabile: verso chi si prova attrazione. Negli ultimi anni lo stesso termine è stato adottato per indicare la comunicazione della propria identità di genere. Si tratta di un parallelismo meno scontato di quanto spesso venga presentato: l'orientamento sessuale è una caratteristica stabile e ampiamente studiata, mentre l'identità di genere è un concetto teorico basato sull'autodichiarazione e, nei giovani, spesso soggetto a variazioni.

Che cos'è un coming out?

Nel suo significato originario, coming out indica la condivisione del proprio orientamento sessuale con la famiglia, gli amici o l'ambiente circostante. Per le persone lesbiche, omosessuali e bisessuali è spesso un momento significativo, con reali implicazioni sociali. Per le persone transgender, "coming out" è un'estensione successiva del concetto, riferita alla comunicazione di un genere percepito come diverso dal sesso biologico.

Le reazioni dell'ambiente circostante

Le reazioni variano notevolmente: dall'accettazione immediata alla riserva, al dubbio o al rifiuto. Non ogni reazione critica o prudente è "transfobia" o "omofobia". Un genitore che esprime preoccupazione per una transizione annunciata improvvisamente da un adolescente agisce spesso per apprensione, non per odio. La differenza tra dubbi e critiche sulle politiche, da un lato, e odio, dall'altro, è spiegata su genderongemak.nl. La tendenza a definire ogni forma di dubbio come rifiuto chiude proprio il dialogo di cui c'è bisogno.

Le ricerche mostrano che il sostegno della famiglia è associato a un maggiore benessere. Tuttavia, sostenere una persona non equivale ad approvare ogni passo proposto. Un genitore amorevole può accettare pienamente il proprio figlio come persona e, allo stesso tempo, porre domande su eventuali passi sociali o medici affrettati.

Coming out tra i giovani: un nuovo modello

Negli ultimi dieci-quindici anni è emerso un cambiamento significativo: un forte aumento delle trans­identificazioni, soprattutto tra le ragazze adolescenti, spesso in gruppi di amici contemporaneamente, frequentemente associato a un uso intensivo dei social media e ad altri problemi psicologici, come ansia, depressione, problematiche dello spettro autistico o una storia di traumi. Questo modello è stato descritto con il termine Disforia di genere a insorgenza rapida. Un coming out che si manifesta improvvisamente e all'interno di un gruppo merita un'attenta esplorazione psicologica non affirmativa, non un'assenso automatico alla transizione. Il ruolo dell'orientamento sessuale in questo contesto è illustrato nell'articolo sui giovani omosessuali e lesbiche nel dibattito sul genere.

Coming out a scuola e sul lavoro

A scuola e sul lavoro, le persone vengono spesso incoraggiate a parlare subito apertamente della propria identità di genere e la scuola o il datore di lavoro possono procedere immediatamente alla modifica dei pronomi e del nome. Per i minorenni non si tratta di un passo innocuo; non dovrebbe avvenire senza il coinvolgimento dei genitori. Per gli adulti è una scelta personale, per la quale è prudente riflettere realisticamente sui rapporti di lavoro e sul contesto. Vedi anche Il genere a scuola e Il genere sul posto di lavoro.

Sostegno e accompagnamento

Un buon accompagnamento durante un coming out non è automaticamente affirmativo. Uno psicologo o un medico di base dovrebbe lasciare spazio alle domande sottostanti: da dove nasce questa sensazione, da quanto tempo esiste, quali altri fattori psicologici sono coinvolti e quale percorso sia più adatto a questa persona. Un approccio esplorativo non è una "terapia di conversione", ma semplicemente un'assistenza attenta. Vedi anche Accompagnamento psicologico.