Entra in vigore il codice di condotta britannico per gli spazi riservati alle donne

A più di un anno dalla sentenza della Corte Suprema britannica, secondo cui il termine "sesso" contenuto nell’Equality Act si riferisce al sesso biologico, dal 5 agosto 2026 la sua applicazione pratica è diventata realtà. La Equality and Human Rights Commission (EHRC), l’autorità britannica per la parità di trattamento, ha reso effettivo un codice di condotta aggiornato che stabilisce che le strutture separate per sesso — dai bagni e dagli spogliatoi ai reparti ospedalieri, ai centri di accoglienza per donne, ai club sportivi e ai centri fitness — devono essere organizzate in base al sesso biologico, non all’identità di genere percepita.
Che cosa cambia esattamente
Il codice si applica alle strutture rivolte al pubblico in Inghilterra, Galles e Scozia ed è la conseguenza diretta della sentenza pronunciata dalla Corte Suprema nell’aprile 2025 nella causa For Women Scotland. La sentenza ha stabilito che i termini "donna", "uomo" e "sesso" contenuti nell’Equality Act 2010 si riferiscono al sesso biologico. In seguito, l’EHRC ha ricevuto l’incarico di tradurre questo orientamento giuridico in linee guida concrete per i gestori degli spazi pubblici: secondo il codice, quindi, una donna trans non può più utilizzare un bagno o uno spogliatoio femminile designato come spazio separato per sesso.
Il codice cerca di conciliare due interessi. Da un lato, uno spazio designato come spazio per donne deve rimanere effettivamente riservato alle donne biologiche. Dall’altro, l’EHRC riconosce che costringere le persone transgender a utilizzare strutture corrispondenti al sesso di nascita può a sua volta costituire una forma di discriminazione. Come soluzione pratica, la commissione raccomanda ai gestori di offrire, ove possibile, strutture aggiuntive neutrali rispetto al genere — per esempio un singolo spazio chiudibile accanto ai bagni esistenti per uomini e donne — affinché nessuno si trovi di fatto senza accesso a una struttura. Il contenuto della direttiva e le ragioni della sua introduzione sono illustrati su vrouwenruimtes.nl.
L’opposizione in Parlamento
L’introduzione del codice non procede senza difficoltà. Prima ancora della sua entrata in vigore, 167 parlamentari britannici hanno firmato una mozione in cui sostengono che la direttiva "non è applicabile" e deve essere completamente abolita. Temono soprattutto problemi di attuazione per le organizzazioni più piccole — esercizi di ristorazione, centri civici e società sportive minori — che non dispongono delle risorse necessarie per realizzare, oltre alle strutture già separate per sesso, anche uno spazio neutrale rispetto al genere. A queste critiche si contrappone l’appello di un’esperta delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, che nel luglio 2026 ha invitato i politici a mantenere il codice di condotta senza modifiche, sostenendo che la protezione degli spazi separati per sesso è una condizione necessaria per la sicurezza e la privacy di donne e ragazze.
Il dibattito non si svolge soltanto a Westminster. Diverse amministrazioni locali, tra cui Darlington, hanno già assunto pubblicamente una posizione sul modo in cui applicheranno il codice a livello locale negli edifici comunali, nelle piscine e negli impianti sportivi. Organizzazioni femminili come Sex Matters e Woman's Place UK, impegnate da anni a favore di un’interpretazione più rigorosa dell’Equality Act basata sul sesso di nascita, definiscono l’entrata in vigore una correzione tardiva ma necessaria di una prassi in cui, negli ultimi anni, l’accesso agli spazi per donne veniva sempre più spesso regolato sulla base dell’autoidentificazione, senza un fondamento giuridico.
Il significato per il dibattito nei Paesi Bassi e in Belgio
Per i Paesi Bassi e il Belgio il codice di condotta britannico non ha effetti giuridici diretti, ma il dibattito che lo riguarda viene seguito anche in questi Paesi. Dal 2018 il Belgio applica a sua volta l’autoidentificazione: la registrazione del sesso può essere modificata sulla base di una dichiarazione personale, senza condizioni mediche. Nei Paesi Bassi, la legge transgender del 2014 richiede ancora una dichiarazione di un esperto; il disegno di legge che avrebbe dovuto rendere possibile l’autoidentificazione è stato ritirato nel 2025. In nessuno dei due Paesi esiste un equivalente del codice di condotta britannico che colleghi esplicitamente l’accesso agli spazi separati per sesso al sesso biologico. L’evoluzione britannica mostra che il Regno Unito, dopo aver inizialmente optato per un’interpretazione ampia dell’inclusione di genere, è giunto ora a una valutazione diversa attraverso i tribunali. Per il momento non si prende in considerazione l’adozione di questo esempio nella legislazione olandese o belga, ma il caso britannico mostra quali questioni pratiche emergano quando un Paese prende una decisione in questa direzione.
Edward Jansen
Redazione di Genderinfo.nl
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