Assistenza di genere in Australia

L’Australia è stata a lungo considerata, insieme ai Paesi Bassi, uno dei Paesi più esplicitamente favorevoli all’affermazione di genere nell’ambito dell’assistenza pediatrica di genere. Dal 2024 questo quadro ha iniziato a cambiare. Nel gennaio 2025 il Queensland ha sospeso l’avvio di bloccanti della pubertà e ormoni per i nuovi pazienti minorenni nel sistema sanitario pubblico, in attesa di un’indagine indipendente propria, e alla fine del 2025 ha prorogato la sospensione fino al 2031. Il servizio sanitario del New South Wales ha annunciato una propria valutazione e, all’inizio del 2025, il governo federale ha chiesto al National Health and Medical Research Council (NHMRC) di elaborare nuove linee guida nazionali. Anche in Australia, quindi, la Cass Review ha avuto un’eco significativa.
Contesto storico: la giurisprudenza della Family Court
Fino al 2013, in Australia era necessaria l’approvazione giudiziaria sia per i bloccanti della pubertà (“Stage 1”) sia per gli ormoni cross-sex (“Stage 2”) nei minorenni. Nel caso Re Jamie, nel 2013 tale requisito è venuto meno per i bloccanti della pubertà. Nel 2017, la Full Court of the Family Court ha stabilito, nel caso Re Kelvin, che l’approvazione giudiziaria per gli ormoni cross-sex non è più necessaria quando il minore, i genitori e i curanti sono d’accordo. Ciò ha semplificato il percorso e portato a un forte aumento del numero di invii.
Royal Children’s Hospital Melbourne
Il Royal Children’s Hospital (RCH) di Melbourne ha sviluppato le Australian Standards of Care and Treatment Guidelines for Trans and Gender Diverse Children and Adolescents (2018) ed è stato per anni un punto di riferimento. La linea guida del RCH abbraccia esplicitamente il modello dell’affermazione di genere ed è seguita da molte cliniche australiane. Dal 2023, tuttavia, la linea guida è sottoposta a crescenti critiche: in Australia alcuni critici sottolineano che l’approccio del RCH è in contrasto con il ripensamento nord-europeo e con i risultati della Cass Review. Il modo in cui il modello olandese dei bloccanti della pubertà è stato adottato a livello internazionale e ora viene gradualmente abbandonato è descritto da trans-nederland.nl.
Il cambio di rotta nel Queensland (2025)
Nel gennaio 2025, il governo del Queensland ha sospeso l’avvio di bloccanti della pubertà e ormoni cross-sex per i nuovi pazienti minorenni nel sistema sanitario pubblico. La decisione è stata motivata da segnalazioni riguardanti la clinica di genere di Cairns, dove bambini erano stati trattati senza una valutazione adeguata; si veda l’indagine sulla clinica di genere di Cairns. Lo Stato federato ha incaricato la psichiatra Ruth Vine di esaminare le prove. Il suo rapporto ha definito limitate le evidenze e, nel dicembre 2025, il governo ha deciso di prorogare la sospensione fino al 2031. Il Queensland è quindi il primo Stato australiano a interrompere questi trattamenti per i nuovi pazienti minorenni.
Gli altri Stati federati
Come negli Stati Uniti, anche in Australia esistono notevoli differenze tra i vari Stati. Nel 2024 il New South Wales ha annunciato una propria revisione dell’assistenza pediatrica di genere. Il Victoria e la capitale Canberra (ACT) seguono per il momento il precedente modello del RCH, con un’assistenza basata sull’affermazione di genere ampiamente accessibile.
Revisione nazionale (NHMRC, 2024-)
All’inizio del 2025, il governo federale australiano ha annunciato una valutazione nazionale attraverso il National Health and Medical Research Council. L’NHMRC sta elaborando nuove linee guida nazionali per l’assistenza pediatrica di genere, basate su revisioni sistematiche delle evidenze e sulla consultazione di pazienti, genitori, clinici e persone che hanno detransizionato. Un parere intermedio sui bloccanti della pubertà è stato annunciato per la metà del 2026; l’intero percorso dovrebbe concludersi entro il 2028. Fino ad allora, nella pratica la linea guida del RCH rimarrà lo standard di riferimento; si veda l’articolo sulla revisione nazionale della linea guida sui bloccanti della pubertà.
Voci critiche all’interno della categoria professionale australiana
Un numero crescente di pediatri, psichiatri ed endocrinologi australiani — riuniti, tra gli altri, nella Society for Evidence-based Gender Medicine (SEGM) e nella National Association of Practising Psychiatrists, e seguiti dalla newsletter Gender Clinic News — si è espresso pubblicamente a favore di un approccio più prudente e basato sulle evidenze. Nel 2021, il Royal Australian and New Zealand College of Psychiatrists (RANZCP) ha pubblicato una dichiarazione che sottolineava la necessità di cautela e di un’ampia diagnosi differenziale: una posizione significativamente diversa da quella prevalente, favorevole all’affermazione di genere, sostenuta da altre organizzazioni professionali australiane.