Chirurghi plastici americani: prove insufficienti per la chirurgia di genere sui minori

All'inizio di febbraio 2026, una delle più grandi associazioni mediche professionali degli Stati Uniti ha fatto qualcosa che poche associazioni mediche avevano fatto prima nel dibattito sulla medicina di genere: ammettere apertamente che le prove sono semplicemente insufficienti. L'American Society of Plastic Surgeons (ASPS), l'associazione professionale ufficiale dei chirurghi plastici negli Stati Uniti, ha pubblicato una posizione in cui afferma che gli interventi chirurgici per la disforia di genere — interventi al seno, genitali e viso — dovrebbero preferibilmente essere rinviati fino a quando il paziente non abbia compiuto almeno diciannove anni.
Cosa afferma esattamente la dichiarazione
L'ASPS conclude che esistono "prove insufficienti" del fatto che i benefici degli interventi chirurgici su minori con disforia di genere superino i rischi. Le complicanze che possono verificarsi, ad esempio, dopo una mastectomia sono riportate con numeri e fonti su genderrisico.nl. Questa valutazione non riguarda soltanto la chirurgia: l'associazione esprime riserve anche sul più ampio percorso terapeutico — transizione sociale, bloccanti della pubertà e ormoni sessuali — e definisce altrettanto debole la base di prove a sostegno di tali interventi. A sostegno della propria posizione, l'ASPS fa esplicito riferimento a due rapporti recenti e autorevoli: la britannica Cass Review e il rapporto HHS del 2025 statunitense, che hanno entrambi concluso che la qualità della ricerca alla base dell'assistenza di genere per i giovani è bassa.
Un'associazione professionale che deve eseguire direttamente gli interventi
Il peso di questa dichiarazione deriva soprattutto dalla sua fonte. Mentre le precedenti relazioni critiche provenivano spesso dall'esterno — da giornalisti, autorità sanitarie o gruppi di genitori — questa posizione arriva dall'associazione professionale che esegue materialmente gli interventi. Un'associazione che dichiara di voler adottare un atteggiamento prudente nei confronti della propria attività principale difficilmente può essere liquidata come politicamente motivata o ignara della pratica medica. Diversi media statunitensi, tra cui CNN e STAT News, hanno riferito che con questa posizione l'ASPS si unisce a un numero crescente di istituzioni mediche che mettono in discussione la rapidità con cui i minori vengono sottoposti a interventi chirurgici.
La confusione all'interno dell'AMA
La posizione ha suscitato preoccupazione presso altre organizzazioni mediche. Nel giro di pochi giorni, l'American Medical Association (AMA) — la più grande organizzazione medica degli Stati Uniti — è intervenuta per sottolineare che non è in corso alcun cambiamento di orientamento comune tra le associazioni mediche. Questa precisazione evidenzia soprattutto quanto sia delicato l'argomento: persino una posizione tecnica e basata sulle prove espressa da una singola associazione specialistica viene immediatamente interpretata come un segnale per l'intera categoria professionale.
Perché non è soltanto una questione americana
Per i Paesi Bassi e il Belgio, la dichiarazione dell'ASPS non è una legge e non cambia direttamente la pratica clinica. Tuttavia, si aggiunge a una serie di valutazioni internazionali — la Cass Review nel Regno Unito, le modifiche alle linee guida svedesi e finlandesi e ora anche un'associazione americana di chirurghi — che sono giunte indipendentemente alla stessa conclusione: la base di prove a sostegno degli interventi chirurgici e ormonali sui minori con disforia di genere è più debole di quanto si sia ritenuto per molto tempo. Ogni nuova valutazione che giunge alla stessa conclusione rende più difficile liquidare la prudenza come una posizione marginale. Negli stessi Stati Uniti, gli elettori del Colorado voteranno direttamente su un divieto della chirurgia di genere sui minori, mentre nei Paesi nordici la chirurgia per la disforia di genere è quasi ovunque riservata agli adulti.
Edward Jansen
Redazione Genderinfo.nl