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Attesa vigile nella disforia di genere

Attesa vigile nella disforia di genere
Foto: Tara Winstead via Pexels

L’attesa vigile è un approccio clinico in cui si segue l’evoluzione dei bambini con disforia di genere senza ricorrere precocemente a interventi medici o sociali, per osservare come si sviluppa la disforia intorno alla pubertà.

Contesto

L’attesa vigile è un approccio clinico in cui si segue l’evoluzione dei bambini con disforia di genere senza ricorrere precocemente a interventi medici o sociali, per osservare come si sviluppa la disforia intorno alla pubertà. Si basa sulle osservazioni (Steensma 2013 e studi precedenti) secondo cui, in una parte considerevole dei bambini con disforia di genere, la disforia scompare prima o durante l’adolescenza, un decorso definito desistenza.

Discussione

I sostenitori del modello affermativo rispetto al genere criticano l’attesa vigile perché equivarrebbe a negare i sentimenti del bambino. I sostenitori di un approccio più prudente — tra cui la Cass Review — propongono un atteggiamento esplorativo, non affermativo e non repressivo, che lasci il tempo necessario per individuare eventuali comorbilità e fattori sociali.

Collocazione nelle politiche sanitarie

Dopo i cambiamenti nelle politiche scandinave e britanniche, l’attesa vigile (o approcci «esplorativi» analoghi) ha acquisito maggiore spazio nell’assistenza ai minori con disforia di genere, soprattutto prima della pubertà. Una breve descrizione del termine e della sua storia si trova nel glossario di transethiek.nl.

Tre approcci

Nella letteratura vengono distinti tre approcci per i bambini piccoli. Per lungo tempo la clinica di Amsterdam ha consigliato ai genitori di aspettare, di lasciare spazio al bambino e di rimandare una transizione sociale completa finché non fosse chiaro come si sarebbe sviluppata la disforia durante la pubertà. La clinica di Toronto si spingeva oltre e cercava di aiutare attivamente il bambino a riconciliarsi con il proprio corpo. Il modello affermativo degli Stati Uniti segue il bambino nell’identità che esprime, anche attraverso una transizione sociale in giovane età. Nel 2018 l’AAP ha definito l’attesa vigile obsoleta.

Transizione sociale

Un punto importante del dibattito è la transizione sociale: un altro nome, altri pronomi e un abbigliamento diverso. La Cass Review non la considera un passaggio neutrale, perché può influenzare l’ulteriore sviluppo del bambino. Lo studio di Steensma ha rilevato che la transizione sociale durante l’infanzia era associata alla persistenza della disforia. Non è noto se l’una causi l’altra.

Domande frequenti

Fonti

Steensma, T.D., McGuire, J.K., Kreukels, B.P.C., et al. (2013). Fattori associati alla desistenza e alla persistenza della disforia di genere infantile. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 52(6), 582–590. doi:10.1016/j.jaac.2013.03.016

Cass, H. (2024). Revisione indipendente dei servizi per l’identità di genere destinati a bambini e giovani: rapporto finale. cass.independent-review.uk

PALKO/COHERE Finland (2020). Raccomandazione del Consiglio finlandese per le scelte nell’assistenza sanitaria: trattamenti medici per la disforia associata a variazioni dell’identità di genere nei minori. Traduzione inglese (SEGM)