Tempi di attesa e percorso assistenziale

Da anni l’assistenza sanitaria olandese per la transizione di genere registra tempi di attesa in costante aumento. Questo rappresenta un problema per le persone con disforia persistente, ma costituisce anche un motivo per esaminare criticamente la capacità assistenziale, i criteri di indicazione e l’aumento della domanda. Un’assistenza più rapida non equivale necessariamente a un’assistenza migliore, soprattutto se ciò comporta una riduzione degli accertamenti diagnostici.
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Come si svolge il percorso assistenziale?
La presa in carico inizia tramite il medico di base, che invia la persona a un’équipe specializzata per la disforia di genere, generalmente presso l’Amsterdam UMC o il Radboudumc. Dopo il primo colloquio segue un percorso diagnostico composto da diversi colloqui con psicologi e psichiatri, finalizzato a escludere diagnosi differenziali, valutare le comorbilità e verificare se il trattamento medico sia appropriato.
Negli adulti, dopo la diagnosi, è possibile iniziare la terapia ormonale relativamente presto. Per i minorenni si applica — formalmente — un percorso più articolato e graduale secondo il Dutch Protocol, anche se anche la sua applicazione è sempre più sotto pressione.
Tempi di attesa
In diversi centri, i tempi di attesa per il primo colloquio vanno da due a quattro anni o più. La causa è una combinazione di problemi di capacità e di un forte aumento delle richieste — soprattutto tra le ragazze adolescenti — a partire dal 2013 circa. Secondo il sociologo dei media Vasterman, dal 2012 l’assistenza per la transizione di genere è cresciuta del 1.728 per cento. Aumenti analoghi si osservano a livello internazionale e costituiscono un argomento importante nel dibattito sui fattori sociali e culturali alla base dell’aumento della disforia di genere. Cosa accade durante l’attesa è illustrato passo dopo passo su gendermolen.nl.
Alternative e rischi
I lunghi tempi di attesa spingono le persone verso tre alternative, ciascuna con i propri problemi:
- Terapia ormonale gestita dal medico di base: più rapida, ma con una preparazione diagnostica significativamente più limitata. Le competenze e il monitoraggio variano notevolmente da uno studio all’altro.
- Assistenza all’estero: in Belgio o tramite cliniche private online. L’accesso è facile e, in alcuni modelli («informed consent»), la soglia per ottenere la prescrizione degli ormoni è molto bassa.
- Automedicazione tramite internet: rischiosa dal punto di vista medico, senza controlli di laboratorio e con una qualità dei prodotti incerta.
La combinazione di «lunghi tempi di attesa + alternative facilmente accessibili» sposta di fatto il processo diagnostico al di fuori dell’assistenza specializzata, proprio mentre il dibattito internazionale sulle evidenze sostiene la necessità di una diagnosi più accurata, non di una diagnosi meno approfondita.
Contesto politico
Le organizzazioni per la tutela degli interessi delle persone interessate chiedono un potenziamento della capacità assistenziale e un accesso più rapido. Il modo in cui la Tweede Kamer affronta l’argomento è illustrato nella sezione attenzione parlamentare. Al contempo, la Cass Review (2024) e le valutazioni condotte in Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia sottolineano l’importanza di una diagnosi approfondita, del trattamento delle comorbilità e dell’esclusione delle diagnosi differenziali (autismo, trauma, disturbi internalizzanti) prima di un intervento medico. Una soluzione basata esclusivamente sull’aumento della capacità, senza uno sguardo critico al modello assistenziale, non è in linea con il cambiamento di orientamento delle politiche internazionali.