Diagnosi della disforia di genere

La diagnosi di disforia di genere viene formulata da uno psicologo o da uno psichiatra sulla base dell’autodichiarazione della persona e del giudizio clinico, valutati secondo i criteri del DSM-5 o dell’ICD-11. Non esistono biomarcatori, test oggettivi o substrati biologici misurabili. La diagnosi è quindi fondamentalmente diversa, per esempio, da quella di diabete o di cancro: si basa su ciò che una persona riferisce riguardo alla propria esperienza interiore, interpretato da un clinico.
Chi formula la diagnosi?
Nel percorso ufficiale olandese, la diagnosi viene formulata da uno psicologo sanitario o da uno psichiatra presso un’équipe specializzata in materia di genere (Amsterdam UMC, Radboudumc). Al di fuori di queste strutture, la diagnosi viene formulata anche da psicologi con studio privato e cliniche commerciali, con livelli di qualità e accuratezza molto variabili. Presso alcuni operatori che seguono il modello del consenso informato, la valutazione diagnostica si limita a pochi colloqui — talvolta uno solo — prima della prescrizione degli ormoni. Il modo in cui si svolge concretamente la fase diagnostica è illustrato passo dopo passo su gendermolen.nl.
Che cosa dovrebbe essere valutato
Una valutazione diagnostica responsabile non esamina soltanto l’esperienza di genere, ma anche:
- la durata e la stabilità della questione legata al genere (presente fin dalla prima infanzia o comparsa solo recentemente, durante l’adolescenza?);
- la presenza di problematiche psichiatriche concomitanti — caratteristiche autistiche, depressione, disturbi d’ansia, traumi, disturbi alimentari, problematiche di personalità, dissociazione. Queste condizioni sono presenti in una parte significativa delle persone che si rivolgono ai servizi;
- il contesto sociale e familiare: l’influenza dei coetanei, dei social media, delle comunità online ed eventuali esperienze sessuali indesiderate;
- lo sviluppo e l’orientamento sessuale — un orientamento omo- o bisessuale in un ambiente insicuro può influenzare il modo in cui viene vissuta la questione di genere;
- le aspettative riguardo alla transizione e la consapevolezza realistica di ciò che gli ormoni e la chirurgia possono o non possono offrire.
Come si svolge spesso nella pratica
Negli ultimi dieci anni, la diagnostica olandese si è gradualmente ridotta. Sotto la pressione dei tempi di attesa, dell’aumento della domanda e delle critiche militanti al “gatekeeping”, il numero dei colloqui è diminuito e l’accento si è spostato sulla conferma dell’identità autodichiarata. Ciò riguarda soprattutto gli adolescenti: dal 2010 circa, il numero dei giovani — in particolare delle ragazze adolescenti — che si rivolgono ai servizi è aumentato in modo esplosivo, un andamento che non è compatibile con un fenomeno biologico stabile, ma indica una notevole influenza sociale. Vedi anche disforia di genere a insorgenza rapida.
Soggettività e affidabilità tra valutatori
Due clinici che visitano lo stesso paziente possono arrivare a valutazioni diverse. Ciò è insito in una diagnosi basata sull’autodichiarazione e sul giudizio clinico, senza punti di riferimento oggettivi. Nel caso di una condizione il cui trattamento è irreversibile — perdita della fertilità, cambiamenti fisici, interventi chirurgici — questa incertezza diagnostica costituisce un problema serio, che raramente viene esplicitato nelle informazioni rivolte al pubblico. Inoltre, i dati delle assicurazioni tedesche mostrano che la diagnosi nei giovani è poco stabile.
DSM-5 e ICD-11
Il DSM-5 richiede una sofferenza clinicamente significativa per almeno sei mesi. L’ICD-11 elimina il criterio della sofferenza e parla di “incongruenza di genere”. Nella pratica, nei Paesi Bassi si continua a lavorare prevalentemente con il DSM-5 a causa del sistema di rimborso delle cure. Vedi anche DSM-5 e disforia di genere e ICD-11 e variazione di genere.
Revisione internazionale
La Cass Review (2024) ha stabilito che la diagnostica nelle cliniche per minori con problematiche di genere era di qualità insufficiente, che le problematiche concomitanti venivano sistematicamente trascurate e che il processo diagnostico conduceva troppo rapidamente a interventi medici. Svezia, Finlandia e Norvegia hanno modificato radicalmente la propria prassi e puntano nuovamente sulla valutazione psicologica come intervento primario. I Paesi Bassi — un tempo culla del Dutch Protocol — sono in ritardo rispetto a questo cambiamento. Vedi anche Dutch Protocol e prospettive critiche.
Disforia di genere a insorgenza rapida
Il forte aumento delle ragazze adolescenti con una questione di genere improvvisa — spesso all’interno di gruppi di amiche e spesso dopo un uso intenso dei social media — ha portato alla formulazione del concetto di “rapid onset gender dysphoria” (Littman, 2018). Il concetto è stato fortemente contestato da gruppi militanti, ma i dati epidemiologici sul cambiamento del profilo delle persone coinvolte sono innegabili e richiedono accuratezza diagnostica, non un’affermazione dogmatica. Vedi anche disforia di genere a insorgenza rapida.